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Paragrafo 3 . Un brusco arresto.

     
Alla  fine degli anni Ottanta l'economia italiana cominci a risentire
della  contrazione del mercato, causata dalla "grande depressione",  e
sub una battuta d'arresto, che si protrasse quasi sino alla fine  del
secolo.  Le  misure  protezionistiche, adottate per  salvaguardare  la
produzione   cerealicola   e  gran  parte   di   quella   industriale,
danneggiarono pesantemente le colture agricole specializzate,  diffuse
soprattutto nel sud. I prodotti di queste ultime (vino, olio,  agrumi,
frutta  secca e primizie) si videro precluso per pi di dieci anni  il
loro  principale mercato di sbocco, quello francese, a  causa  di  una
vera  e propria guerra commerciale tra Italia e Francia, iniziata  nel
1887  con  l'imposizione reciproca di alte tariffe doganali e  seguita
dalla interruzione degli scambi sino al 1898.
     La  recessione colp anche i settori industriali trainanti,  come
quello   siderurgico.   Su  di  esso  pesarono   in   particolare   il
rallentamento   delle  costruzioni  ferroviarie,  l'aggravamento   del
bilancio  dello  stato originato dalle rilevanti spese  pubbliche,  la
crisi  di  numerose banche provocata da speculazioni  avventate  e  da
ingenti  investimenti  in  settori  prima  in  espansione  e  poi   in
difficolt,   come  quello  dell'edilizia.  Tutto  ci   provoc   una
diminuzione  della  domanda  unita  ad  una  minore  disponibilit  di
capitali.
     La   gi  limitata  capacit  d'acquisto  della  popolazione   fu
ulteriormente ridotta dalla crescita della disoccupazione e dal rialzo
dei  prezzi,  causato  dal  protezionismo e dalle  imposte  indirette,
mantenute elevate, per far fronte al deficit del bilancio statale.
